MINSK – VILNIUS - KALININGRAD
Ho finalmente lasciato l’aeroporto di Gomel per proseguire il mio volo verso nord. Le destinazioni successive, effettuate nel fine settimana, sono state Minsk – Vilnius – Kaliningrad.
La prima tappa è Minsk, la capitale della Bielorussia: sono atterrato all’aeroporto Minsk-2, assistito su IVAO da un approach solo in testo. Le texture sono ora innevate, ed anche il metar dava slight snow. L’aeroporto è grande, con fingers e veicoli in movimento.
La prima tappa è Minsk, la capitale della Bielorussia: sono atterrato all’aeroporto Minsk-2, assistito su IVAO da un approach solo in testo. Le texture sono ora innevate, ed anche il metar dava slight snow. L’aeroporto è grande, con fingers e veicoli in movimento.

Nel tardo pomeriggio avevo deciso poi di arrivare a Kaunas, la vecchia capitale della Lituania famosa per il borgo fortificato più volte attaccato dai cavalieri teutonici. Il codice ICAO del suo aeroporto (EYKA) però non è riconosciuto dal database IVAO, per cui ho cambiato il piano di volo e mi sono diretto a Vilnius, l’attuale capitale della Lituania.L’assistenza questa volta mi è stata data in voce da Minsk Center, che dopo avermi autorizzato al decollo mi ha seguito fino al confine Bielorussia-Lituania. La città di Vilnius è poco oltre il confine e l’avvicinamento al suo aeroporto è simile a molti aeroporti ex sovietici: un VOR nel sedime aeroportuale, pista con ILS su entrambi i lati e procedura a cucchiaio per intercettare l’ILS. Anche qui neve ma più intensa rispetto a Minsk.
Il tempo di un bicchiere di vinsanto e cantucci, piccolo vizio vespertino, e decido di fare un altro salto. Guardo la mappa, e vengo attirato da Kaliningrad, la vecchia kantiana Koenigsberg capitale della Prussia ed ora enclave russa isolata tra stati ormai comunitari. Anni fa venni invitato a tenere un corso nella locale università, poi il programma saltò e mi è sempre rimasta la curiosità di conoscere più a fondo questa città e l’Oblast, le cui vestigia teutoniche sono state quasi completamente distrutte dalla guerra e dai sovietici. Per rendere il viaggio più veloce, sostituisco in questa tratta il fido Beechcraft 350 con il Learjet, entrambi aerei di default di FSX. Da molto tempo non volavo con il Learjet, e l’impressione rispetto alle precedenti versioni è di un grosso miglioramento sia per quanto concerne l’avionica che per la strumentazione. Nessun controllore in questa zona, tempo di volo circa 50 minuti e su Kaliningrad una spessa foschia che nasconde il paesaggio fino a pochi metri dal suolo.
L’aeroporto di Kaliningrad, sapidamente commentato da un giornalista dell’Economist, non dispone di ILS, ed effettuo un avvicinamento NDB nella foschia, aiutandomi con la mappa del Garmin 1000. Atterro e mi fermo ai blocchi per questa sera, pronto a visitare virtualmente la città attraverso i link sopra segnalati.
